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I disturbi d'ansia: differenze ed elementi in comune

A cura di: Gianluca Salarpi
Rappresentazione stilizzata della sensazione di ansia
Un intervento precoce può migliorare la sintomatologia fin dai primi giorni

L’insieme dei disturbi d’ansia raccoglie al proprio interno molteplici manifestazioni sindromiche, eterogenee per presentazione clinica ed età di insorgenza, che rappresentano la più comune causa di accesso ai servizi di salute mentale.

Mentre il termine paura è utilizzato per delineare la risposta emotiva ad una minaccia imminente, con il concetto di ansia viene descritta l’anticipazione cognitiva di una minaccia futura: entrambe sono risposte adattative e fisiologiche, tuttavia possono rivelarsi patologiche se sproporzionate rispetto al pericolo temuto o nel caso interferiscano con la quotidianità.

I quadri tipici dei vari disturbi d’ansia presentano spesso una sintomatologia difficilmente differenziabile, che rende necessaria una visita specialistica per caratterizzarne durata, gravità e impatto sulla vita del soggetto.

Una prima valutazione del disturbo d’ansia viene solitamente effettuata dal medico di famiglia o dai servizi di urgenza: ad esempio, nel caso del disturbo di panico, il paziente può presentarsi più volte presso il Pronto Soccorso per problematiche cardiologiche o respiratorie, prima di essere indirizzato verso uno specialista psichiatra.

L’ansia patologica può presentarsi in comorbidità con altri disturbi: circa due terzi dei pazienti con un disturbo d’ansia hanno anche una diagnosi di depressione, inoltre si ritrova piuttosto frequentemente nei soggetti con disturbo bipolare, disturbo da uso di sostanze, disturbo ossessivo-compulsivo o disturbo post-traumatico da stress. Alcune patologie somatiche, come quelle cardiache, ortopediche, oncologiche o respiratorie, si associano spesso a problematiche di ansia, e anche in questi casi è opportuno un trattamento specifico per migliorare la qualità di vita del paziente.

Complessivamente, la prevalenza dei disturbi d’ansia è maggiore nel sesso femminile e nella fascia d’età tra 18 e 25 anni. Durante l’infanzia e l’adolescenza è possibile il riscontro di ansia da separazione, mutismo selettivo, fobie specifiche o disturbo d’ansia sociale, mentre il disturbo di panico e il disturbo da ansia generalizzata sono più frequenti nell’età adulta. Una diagnosi precoce è fondamentale dal momento che una condizione ansiosa è fortemente associata ad un maggiore rischio cardiovascolare.

Il tasso di ereditabilità di queste patologie oscilla tra il 30% ed il 50%, per questo è frequente che all’interno di una solita famiglia si ritrovino più soggetti affetti da ansia patologica. L’interazione tra alcuni fattori predisponenti tipici del soggetto e l’ambiente circostante può favorire l’esordio di un disturbo d’ansia, in particolare risultano significativi alcuni eventi vitali stressanti e determinate modalità educative subìte durante lo sviluppo.

Non è chiara la validità degli interventi studiati per prevenire l’esordio di un disturbo d’ansia, tuttavia, quando la sintomatologia ansiosa si rende evidente, esistono terapie che riducono rapidamente il malessere e migliorano sia la qualità di vita che il funzionamento globale. Molte ricerche hanno evidenziato che, tra i molteplici approcci psicologici disponibili, la Psicoterapia Cognitivo Comportamentale risulta efficace entro 8-20 sessioni, mentre dal punto di vista farmacologico è possibile ottenere un risultato fin dai primi giorni attuando una farmacoterapia individualizzata per ogni paziente.

Fonte: Penninx BW, Pine DS, Holmes EA, Reif A. Anxiety disorders. Lancet. 2021 Mar 6;397(10277):914-927.

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Dott. Gianluca Salarpi

Medico - Chirurgo

Specialista in Psichiatria

Psicoterapeuta

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